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Banche: cosa sono, cosa fanno e a cosa servono

Banche: cosa sono, cosa fanno e a cosa dovrebbero servire

Il ruolo delle banche centrali e delle banche commerciali è ben definito dagli statuti e dalle norme bancarie. Innanzitutto  iniziamo a capire cosa sono e cosa fanno o dovrebbero fare.

Come abbiamo avuto modo di accennare alla fine dell’articolo sulla moneta le Banche centrali (BC) hanno il compito di emettere la moneta o autorizzare l’emissione alle banche commerciali.

QUAL È IL RUOLO DELLA BANCA CENTRALE.

Ogni BC ha ruoli diversi a seconda delle leggi vigenti negli Stati, ma comunque in linea di massima la Banca Centrale è responsabile della politica monetaria e valutaria.

La Banca Centrale solitamente ha ruolo di:

  • vigilare sul sistema bancario e finanziario: rispetto delle leggi da parte delle banche;
  • garantire il corretto funzionamento del sistema bancario, evitando che situazioni di CRISI (incapacità temporanea o prolungata di far fronte ai propri obblighi) di una singola banca possano portare ad una crisi generalizzata e al collasso dell’intero sistema. Quello che si è rischiato nel 2008 per capirsi;
  • determinare i tassi d’interesse “guida” per il settore finanziario e bancario;
  • prestare denaro alle banche con tassi molto agevolati, al fine di evitare crisi generalizzate del sistema;
  • prestare denaro allo Stato, ovvero garantirne i debiti, eliminando il rischio di fallimento (default) sui titoli del debito pubblico (in questo modo, ad esempio, lo Stato non deve preoccuparsi della spada di Damocle dello spread) – la BCE NO;
  • vigilare sulla stabilità dei prezzi (controllo dell’inflazione), utilizzando gli strumenti di politica monetaria, ad esempio tassi d’interesse e riserva obbligatoria (percentuale dei depositi bancari da mantenere presso la BC come riserva) per cercare di mantenere stabile l’inflazione;
  • favorire l’occupazione – la BCE NO;
  • vigilare sul tasso di cambio, ovvero sul prezzo della moneta rispetto a quelle straniere;
  • emettere  moneta.

 

 


Focalizzarsi solo su alcuni di questi obiettivi porta grossi problemi, SOPRATTUTTO ignorare il livello di disoccupazione.

UNA DISOCCUPAZIONE ECCESSIVA CREA IL CROLLO DEI CONSUMI.

Chi non lavora non produce reddito e senza reddito non spende.

Il crollo dei consumi che si riflette nella chiusura delle aziende (se non vendono perché nessuno compra, le aziende chiudono o falliscono), crea ancora più disoccupazione e un continuo impoverimento generalizzato della popolazione, innescando una spirale negativa potenzialmente senza fine.

LA BCE HA COME OBIETTIVO PRINCIPALE IL CONTROLLO DELL’INFLAZIONE.
Cosa significa questo?  Significa che se la BCE (la Banca Centrale Europea) dovesse scegliere tra due operazioni di politica monetaria, una che comporti una disoccupazione al 10% e un’inflazione al 2% ed un’altra che comporti disoccupazione al 2% e inflazione al 7%, sceglierà la prima.


Il pezzo che stai leggendo è stato scritto quattro anni fa in occasione della creazione del KIT economico di sopravvivenza e, come puoi vedere, riflette esattamente la situazione odierna. Non male vero?


Tuttavia se l’obiettivo della piena occupazione fosse semplicemente subalterno alla stabilità dei prezzi, la BCE starebbe attualmente facendo di tutto per combattere la disoccupazione.

Il problema è che dall’obbiettivo di piena occupazione si è passati all’obbiettivo di mantenimento di un “tasso naturale di disoccupazione”, ovvero all’accettazione dell’esistenza di una sostanziale disoccupazione di lungo periodo come strumento di lotta all’inflazione.

 


 

Dal liberismo al Neo liberismo e il turbo capitalismo spinto

 


 

QUAL È IL RUOLO DELLE BANCHE COMMERCIALI.

Le banche hanno l’insostituibile ruolo di “trasmettitrici” della moneta. Senza banche i risparmi delle persone resterebbero improduttivi.

Quindi hanno il delicatissimo ruolo di finanziare l’economia, “guidando” i risparmi dei privati in surplus (che hanno più denaro di quello che vogliono spendere) verso i soggetti in deficit (che hanno meno denaro a disposizione di quello che vorrebbero spendere: tipicamente le imprese ma anche i privati che devono fare importanti acquisti come ad esempio la casa).

Questo processo avviene selezionando chi merita un prestito da chi non lo merita.

Bisogna aggiungere che le banche possono estendere prestiti ben oltre la quantità di depositi raccolti, elemento fondamentale per il funzionamento dell’economia monetaria.

Quando una banca cessa di assolvere questo compito (come succede oggi per svariati motivi, ma essenzialmente legati alla regolamentazione bancaria), arrivano i problemi di blocco dell’economia.

 


 

COME VIENE TRASMESSA LA MONETA DALLA
BANCA CENTRALE EUROPEA ALL’ECONOMIA REALE?

La BCE emette moneta per farla giungere all’economia reale, MA PRESTA ALLE BANCHE PRIVATE E NON DIRETTAMENTE AGLI STATI.

Ciò comporta sì grossi profitti per le banche a spese degli Stati, ma sugli interessi (NON quindi sul capitale).

La Banca Centrale Europea stampa moneta e la presta alle banche commerciali a tassi di solito prossimi all’1% (dal 2015 il tasso di sconto per i Paesi con rating AAA è fissato allo 0,05%)
Le banche commerciali grazie a questa elargizione dovrebbero prestare a tassi appena superiori (creando comunque utili alle banche stesse), alle famiglie e alle imprese.


Come viene emessa la moneta dalle banche

 


Tuttavia viene loro consentito di acquistare BTP (Buoni Poliennali del Tesoro) messi sul mercato “drogati” dallo spread che a causa della leva del debito fruttano ben di più che se immessi nell’economia reale a interessi “normali”.

Ai tempi della Separazione Bancaria (detta Glass Steagall negli USA) le banche commerciali erano suddivise fra chi aveva una vocazione finanziaria, ovvero di speculazione sui titoli di Stato o di borsa, e chi aveva il ruolo di trasmettitrice del prestito.

In vece oggi non esiste più una distinzione fra banche che possono operare nel settore finanziario e banche che debbano svolgere il compito sociale originariamente stabilito, ovvero l’obbligo di prestare all’economia reale, grazie a Massimo D’Alema che nei primi anni Duemila decise di cancellare questa divisione.

 


 

PERCHÉ LA BCE NON PRESTA DIRETTAMENTE AGLI STATI?

Lo Statuo della BCE non le consente di prestare agli Stati o alle famiglie ed alle imprese.

Questo principio si fonda sulle teorie economiche neoliberiste oggi in voga e ampiamente sostenute sia dalle corporations, sia dai mercati finanziari, le banche che dai governi compiacenti, teorizzate da Adam Smith ed estremizzate da Von Hayek tra l’800 ed il ‘900 i mercati si saprebbero auto regolare senza bisogno dell’intervento dello Stato il quale, secondo la teoria, dovrebbe dettare le regole del gioco ma poi dovrebbe rimanerne fuori.

Quindi di fatto lo Stato (e lo stato sociale) dovrebbero reggersi all’interno di questo teorico equilibrio naturale che, alla prova dei fatti, non esiste.

Infatti oggi lo Stato è diventato un intermediario per conto dei mercati, visto che le tasse che paghiamo servono principalmente a rimborsare gli interessi sul debito, prova ne sono i 3.000 miliardi riscossi in 20 anni a fronte di 2.000 miliardi di debito. Debito che nonostante ciò continua a salire, ma di questo parleremo in un altro articolo.

 


 

Perché le banche non prestano agli Stati

 


 

COME VENGONO UTILIZZATI I NOSTRI RISPARMI DALLE BANCHE.

I risparmi dei cittadini n “teoria” dovrebbero servire per finanziare l’economia reale.

Quando, però, una banca cessa di assolvere questo compito e diventa prevalentemente una Banca d’investimenti (Goldman Sachs tanto per citarne una, Mario Monti ti ricorda qualcosa?).

Il blocco del credito ha prodotto il passaggio da un’economia di mercato (reale) legata cioè alla produzione di beni ad un economia finanziaria, legata alle speculazioni borsistiche.

La crisi scoppiata nel 2008 con il fallimento della Lehman Brothers negli Usa e il suo dilagare nel mondo è imputabile a questo cambiamento di ruolo delle Banche: da promotori dell’economia reale a speculatori di Borsa!

Per capire meglio il ruolo del risparmio nella funzione teorica della banca commerciale facciamo il seguente esempio.

Il risparmiatore che apre un conto corrente e vi deposita, supponiamo, 1000 euro, dà la possibilità alla banca di prestare quel denaro ad un altro correntista impegnandosi a trattenere solamente il 2% a deposito quale limite minimo per garantire i flussi di cassa giornalieri.

Hai mai fatto caso che esistono rigorosi limiti al prelievo di contante in banca?
Il motivo è principalmente questo: perché nei depositi non ci sono soldi sufficienti per garantire l’estinzione di tutti i conti correnti (stiamo semplificando).

Quel 2% che la banca mette a deposito viene chiamato RISERVA FRAZIONARIA ed è un obbligo imposto dalla Banca Centrale.

Ora con i 998€ che la banca può “riciclare” viene erogato un prestito che se messo a deposito nel conto corrente del secondo cliente dà la possibilità alla banca di erocare un ulteriore prestito del 98% di quei 998€ e così via pressoché all’infinito.

In questo modo quindi la banca, basandosi sui depositi dei clienti è in grado di generare nuova moneta CREATA DAL NULLA per poi chiederne il rimbrso su interesse.

Così se l’interesse serve a coprire le spese di esercizio della banca, dall’altro lato la banca potrà sempre creata la moneta necessaria al normale equilibrio economico del Paese.

Quindi ciò che genera moneta, non è la banca di per sé ma la richiesta di credito. Quindi la richiesta da parte dell’economia reale.

Nel prossimo articolo parleremo di spesa pubblica e di come, in uno Stato sovrano, è stato deciso il flusso del denaro.

 


Il presente materiale va inteso come di pura divulgazione.
L’Economia Spiegata Facile: Benché i dati e i contenuti siano stati vagliati, provengano da fonti ufficiali, siano di valore scientifico e provengano da studi accademici e/o da statistiche ufficiali ed archivi storici, la loro esposizione è volutamente sintetica e semplificata al fine di renderli comprensibili al grande pubblico.
Questo materiale non sostituisce la lettura scientifica o lo studio accademico e/o di più alto profilo.
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