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L’Italia ha davvero perso la sua sovranità?

sovranità monetaria

L'Italia ha davvero perso la sua sovranità in modo totale e definitivo?

È questa la domanda fondamentale a cui ormai in pochi cercano più di dare una risposta perché diamo per scontato che si tratti di un argomento chiuso definitivamente.
In realtà gli strumenti per riaprire almeno in parte quel capitolo ci sarebbero ancora.
Eccone un breve saggio che ci riporta al tema più urgente: la possibilità di fare investimenti senza andare in deficit.

1981 fuga dalla sovranità monetaria

Nel 1981, l’allora Ministro del Tesoro, Beniamino Andreatta scrisse all’allora Presidente della Banca d’Italia, Carlo Azelio Ciampi dicendogli che da quel momento la Banca d’Italia non sarebbe stata più tenuta ad acquistare i Titoli di Stato invenduti.
Senza il trucco della partecipazione della Banca d'Italia all'asta primaria dei Titoli - con il quale il Ministero addomesticava il tasso di interesse - l’Italia arriverà a dover offrire ai mercati tassi fino al 12% sui Titoli per renderli appetibili.

La decisione fu presa senza passare per le Camere e quindi senza che fosse avvenuto alcun passaggio parlamentare con apposita discussione ed eventuale emanazione legislativa.
Avvenne così il famoso divorzio tra Tesoro e Banca d’Italia.
È un colpo di Stato i cui effetti si vedranno già a cominciare dall’anno successivo.
L’Italia ha appena abdicato VOLONTARIAMENTE alla sua sovranità monetaria e, di fatto, smesso di essere padrona della sua moneta.

I ritratti di Andreatta e Ciampi tratti dal libro di economia spiegata facile
I ritratti di Andreatta e Ciampi tratti dal libro di economia spiegata facile

 

Con il Divorzio l’Italia si disfa del suo prestatore di ultima istanza: la Banca d'Italia.
Fomentati dalle credenze popolari abbiamo lasciato che il potere fosse trasferito da una classe politica corrotta ai banchieri: notoriamente una categoria fatta da onesti e disinteressati patrioti.
Fu così che la curva del debito, contrariamente a tutti gli altri Paesi del mondo che avevano patito la crisi petrolifera, non accennò a scendere.
Anzi aumentò a dismisura perché le alte spese dello Stato vennero da allora pagate con i soldi presi in prestito dai mercati a tassi di interesse decisi dai mercati stessi, quindi più alti di prima.
Si è appena scatenata la tempesta perfetta!

Oggi stiamo pagando scelte in parte condizionate da contingenze storiche e clientelismo politico appesantite dagli effetti del Divorzio. Alle assunzioni allegre degli anni 70-80 al Sud fece da specchio la scarsa vigilanza sulla fiscalità al Nord in modo da consentire una compensazione ed un riallineamento delle economie con un Sud in grado di creare la domanda ed il Nord in grado di fornire l’offerta sostenendo l’economia italiana.
Forse un motivo di questa accondiscendenza fu che gli sprechi e la corruzione generano certamente un aumento del debito ma restano nel PIL, invece gli interessi che si pagano alla scadenza dei Titoli no!

Stiamo facendo un ragionamento puramente contabile e non assolvendo due piaghe ritenute a furor di popolo le più gravi dell’Italia. Sprechi e corruzione penalizzano l’economia perché ne aumentano l’arretratezza e favoriscono la concorrenza sleale esattamente come avviene con l’evasione fiscale.
Tuttavia il sistema Paese dovette trovare degli antidoti al golpe di Andreatta, Ciampi e dell’èlite finanziaria.


 

Dalla padella alla brace

Il seguito ciè più o meno noto.
Con l'ingresso nell'Euro abbiamo delegato la BCE e alla Commissione europea le politiche monetarie e la politica di bilancio.
Con gli anni la stretta di scelte restrittive in rispetto alle regole di bilancio e di rientro del debito si è fatta sentire e, dopo aver prosciugato il bacino dei servizi e degli investimenti ci ha visto toccare il fondo.
Solo che l'impatto è stato morbito perché la caduta è stata attutita dal cuscinetto del risparmio privato.

 


 

Antonio Maria Rinaldi scrive la prefazione al libro di economia spiegata facile di Costantino Rover

"Lo sforzo di Costantino Rover continua con il rappresentare i pensieri di tanti famosi e influenti economisti e, pur trattando temi estremamente complessi di economia, riesce in modo fluido a trasmettere al lettore i concetti base che altrimenti rimarrebbero sconosciuti o interpretati in modo parziale o distorto"

Antonio Maria Rinaldi
Docente di Politica Economica presso la Link Campus University di Roma


Soluzioni teoriche alla mancanza di liquidità

In pochi lo sanno ma anche con l’Euro lo Stato avrebbe ancora la possibilità di battere moneta e tornare a fare manovre espansive a zero deficit.
È infatti sua facoltà coniare € di tagli non ufficiali.
 Ha fatto storia, anzi hanno fatto un mucchio di storie i francesi per la moneta da 2,50 € belga coniata per le celebrazioni dell’anniversario della battaglia di Waterloo, poi c’è la moneta metallica di 5 € tedesca.
Persino l’Italia ne conia di diverse pezzature: 5, 10, 20, ... 50 Euro...
Ciò avviene grazie agli articoli 128A e 128B del Trattato di Lisbona.


L'applicazione alla lettera degli articoli 128A e 128B del Trattato di Lisbona sarebbero certamente un bel cambiamento. Domandina su cui lasciamo riflettere il lettore, com'è che il governo del cambiamento non l'ha ancora iniziato a fare?


Sono tutte monete commemorative destinate alla numismatica. Persino l’emissione di Biglietti di Stato sarebbe possibile e senza creare debito.
Infatti è tra le prerogative del Ministero del Tesoro emettere banconote senza passare attraverso la Banca d’Italia (celebri sono le banconote da 500 lire di Aldo Moro) o tramite la BCE (ecco perché non verrebbero conteggiate nel debito). Esse avrebbero valore soltanto entro i confini nazionali pur trattandosi di Euro a tutti gli effetti.
Altre due ipotesi sono i mini-bot e i CCF.

I mini-bot, teorizzati per primo da Konstantin Gordeev e promossi in Italia da Claudio Borghi Aquilini, sono una specie di Titolo di Stato in piccoli tagli da utilizzare esattamente come si usa la normale moneta (meglio se al portatore). Non sarebbero Titoli di debito perché verrebbero anch’essi emessi dal Tesoro e non dalla Banca d’Italia. Infine citiamo i certificati di credito fiscale (CCF) teorizzati da Marco Cattaneo e dal gruppo di Moneta Fiscale di cui fanno parte diversi importanti economisti.
Dei CCF ci siamo occupati numerose volte le ultime delle quali con due articoli, Uscire dall’Euro è proprio necessario? e La moneta fiscale spiegata facile.
In breve si tratta di sconti fiscali a scadenza di 2 anni che in quest’arco di tempo possono essere venduti in cambio di Euro a coloro che, senza l’incentivo fiscale, continuerebbero a tenere ingenti somme di denaro ferme nei depositi. Ne abbiamo parlato sul nostro blog, cercali.

Come sarà il sistema del credito del futuro? Con l’introduzione dell’intelligenza artificiale applicata a big data il futuro sarà rivoluzionario.
Basta guardare il fondo di investimenti Euklid, sviluppato da alcuni italiani, per rendersi conto della direzione che prenderemo.
Banche: la valutazione del merito al credito verrà fatto dagli smart contracts (quindi deciso in base ad algoritmi matematici) invece che dai direttori delle filiali?
Entreranno in vigore le criptovalute delle banche?

L'intelligenza artificiale verrà impiegata per premiare il merito al credito a discapito dei tanti furbacchioni che presi i prestiti hanno lasciato miliardi di NPL alle banche?
Lo scopriremo solo vivendo, nel frattempo trattiamo questi temi sul nostro blog.

 


 

Se vuoi sapere tutto VAI AL LIBRO di economia spiegata facile.

 


 

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