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SVALUTAZIONE IMMOBILIARE: SE USCIAMO DALL’EURO SARÀ DEL -30%. I DATI SMENTISCONO

svalutazione immobiliare

Svalutazione immobiliare: se usciamo dall’Euro la tua casa o il tuo immobile perderà il 30% del suo valore, vero o falso?

Ritorniamo al tema dei falsi miti legati all’economia quotidiana.
Insomma stiamo parlando del terrorismo da salotto mediatico che ci vuol far credere che uscire dall’euro aumenterà i costi del 30%, ovvero parimenti alla svalutazione della nuova moneta nazionale rispetto al cambio attuale con l’Euro.

Ma quanto ci costerebbe la vita di tutti i giorni se uscissimo dall’Euro?
È vero che tutto aumenterebbe e diventeremmo tutti più poveri?

Di quanto aumenterà la benzina abbiamo già detto nel precedente articolo: Se usciamo dall’euro il prezzo della benzina aumenta del 30%” la smentita in una infografica.

Oggi ci occupiamo di un altro famoso (falso) mito: quello della svalutazione della casa.

SE USCIAMO DALL’EURO LA CASA SI SVALUTA DEL 30%, MA COS’È SUCCESSO MENTRE CI SIAMO RIMASTI DENTRO?

La domanda è d’obbligo ma nessuno risponde in quei salotti televisivi a senso unico.
Insomma questa è un di quelle situazioni in cui ci vorrebbe il contraddittorio.
Peccato però che quando si tratta di dogmi, questo non sia previsto.

E allora diamo un’occhiata all’andamento dei prezzi del mattone negli ultimi dieci anni e poi chiediamoci se non siamo già in regime di piena svalutazione immobiliare:

 

svalutazione immobiliare
fonte: https://www.idealista.it/news/immobiliare/residenziale/2017/11/27/124619-andamento-mercato-immobiliare-ultimi-10-anni-la-flessione-dei-prezzi-nelle-grandi

 

Insomma, a giudicare dalla media delle città campione, la svalutazione immobiliare delle abitazioni è stata, soltanto negli ultimi 10 anni, nella media del 36%.


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BENE IL MERCATO, MALE L’INVESTIMENTO

Attenzione, non stiamo dicendo che il mercato vada male, tutt’altro.
Infatti il calo dei prezzi produce una ripresa della compravendita, ma il problema è che ciò avviene proprio per effetto degli enormi ribassi.
Chi ha investito 10, 15, 20 anni fa ed oggi vende ci sta rimettendo di brutto.

L’inizio della parabola discendente coincide con il fatidico 2017, ovvero con il crollo di Lehman Brothers, che per semplice convenzione consideriamo colpevole dell’inizio della crisi.

Il fatto che stiamo assistendo a questa parabola discendente è una novità?

In realtà no, perché se noi guardassimo il grafico completo ci accorgeremmo che questo lungo periodo di svalutazione è ciclico.

È sufficiente fare una ricerca in infernet utilizzando la chiave di ricerca “andamento del valore degli immobili in Italia” per rendersene conto.
Allora, se tutto è regolare e inserito all’interno di un ciclo, perché dare la colpa all’Euro?
Perché oggi ci troviamo di fronte ad una serie di fattori inediti per nulla casuali che con l’Euro e gli altri vincoli esterni non possono trovare soluzione.

Anche se è vero che il mercato immobiliare è costantemente caratterizzato da un andamento oscillatorio nei decenni, è anche vero che oggi viviamo una condizione senza precedenti.

Innanzitutto ci troviamo in una stagnazione totale che comprende anche l’inflazione, ad una stagnazione dei redditi e ad un continuo galoppo della disoccupazione.

La moneta unica fa sì che gli investimenti non siano convenienti e che in questo gioco entri l’assenza di investimenti pubblici frenati dal patto di stabilità.
Sarà anche vero che le vendite potranno registrare a breve un aumento, ma sarà dovuto all’ulteriore calo del valore degli immobili, non certo per la ritrovata capacità di spesa degli italiani.

Per la prima volta nella storia occidentale le nuove generazioni subiscono una arretratezza delle proprie prospettive di benessere. Una controtendenza rispetto al passato in cui le nuove generazioni avevano segnato significativi progressi rispetto alle generazioni che le avevano precedute.

Questa tendenza negativa incide nel determinare il calo dei prezzi.

Sarei curioso di conoscere quanto la ripresa del mercato non dipenda dagli investimenti stranieri a basso prezzo.

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