Secolo XXI

Economia 4.0: un mondo fatto a strati. Come sarà il tuo futuro?

economia 4.0 gli algoritmi sostituiranno la nostra competenza a decidere

Economia 4.0: un mondo fatto a strati. Ti stai ponendo le domande giuste sul tuo futuro?

L’ingresso nella una nuova era che stiamo percorrendo è paragonabile soltanto all’avvento del secondo modello economico, in cui a partire dal ‘800 il mondo si convertì da agricolo a industriale (guarda il video).

La chiamiamo economia 4.0 e sta portando nelle nostre vite il concetto di automazione.
Il cambiamento sta avvenendo in modo pervasivo e con una accelerazione sempre più crescente che il nostro modello educativo e culturale non riescono a reggere.
Si va via via creando così un distacco sempre maggiore tra la nostra capacità di apprendere e di adattarci ai mutamenti in corso e la progressione con cui il cambiamento stesso sta avvenendo.

Ma c’è molto di più.

 

GLI ALGORITMI SOSTITUIRANNO LA NOSTRA COMPETENZA NEL PRENDERE DECISIONI

L’automazione non riguarda soltanto i processi produttivi; pensiamo solo alla robotica, ma anche ai processi cognitivi.

Nell’economia 4.0 le macchine imparano e producono soluzioni basandosi su big data e sulle statistiche che la cessione in rete dei nostri dati personali e inerenti alle nostre abitudini, permettono.
Gli algoritmi sapranno prendere decisioni molto più rapidamente e coerentemente con la realtà che ci circonda rispetto a noi stessi.

Persino l’emissione di moneta avviene attraverso blockchain, secondo le decisioni delle macchine che attraverso reti di computer stabiliscono il quantitativo che deve circolare delle varie criptovalute.

Ci stiamo immergendo in un mondo ultra democratico, in cui le macchine non fanno distinzioni tra chi è più ricco e che è più povero oppure stiamo andando verso la ultra selettività sulla base dei meriti dell’individuo e sul premio al contributo ritenuto più utile al sistema?

Fino ad oggi le merci di scambio più pregiate sono state il lavoro, la produttività e le capacità cognitive.
Quali sono i lavori che con l’economia 4.0 andranno per la maggiore tra coloro che non possiedono gli strumenti per interagire con essa?

Ma quali saranno le virtù intese come utili e necessarie all’uomo per meritare di far parte dei privilegiati?
Capacità di progettare le future evoluzioni delle macchine?
La cultura?
La creatività?
Lo studio e la conservazione della conoscenza antica o di noi stessi?

E cosa ne sarà della conoscenza futura? A chi apparterrà? Sarà condivisa oppure verrà controllata da una ristretta elite?

 


Dopo i precedenti articoli:

Eccomi con nuovi quesiti in salsa 4.0.

 


ALLA RICERCA DELLE DOMANDE GIUSTE

Di fronte al radicale cambiamento di scenario occorre porsi le domande giuste.
Dalla più banale: sto facendo il percorso scolastico più adatto?
Alle più esistenziali: che uomo dovrò essere nel futuro?

Il continuo proliferare di criptovalute e monete elettroniche (come Etereum e il Bitcoin da una parte e la moneta elettronica svedese dall’altra) dovrebbe iniziare a porci nuovi quesiti circa l’automazione come frontiera del binomio moneta-economia.

Moneta ed economia oggi è scontato che siano legate fra di loro, ma in futuro?


 

stai studiando in un ramo in cui verrai sostituito da un robot?
stai studiando in un ramo in cui verrai sostituito da un robot?

 


SCENARI IMPREVEDIBILI O GIÀ PIANIFICATI?

Se le criptovalute dovessero continuare sulla strada della moneta-merce come pare, si accentuerà la separazione tra moneta per gli scambi e monete per la speculazione finanziaria.
Un toccasana con teoriche controindicazioni.

L’odierna moneta verrà a mancare o sarà subalterna a ciò che già oggi scarseggia: il carburante dell’economia?
Quale moneta ricoprirà il loro ruolo sociale nello scambio di beni e servizi?
Io immagino una valuta pubblica perché vivo in un mondo composto di Stati, ma non ho la garanzia che questo modello sarà eterno.

Quindi, conscio che serva sempre un piano B, inizio a pormi nell’ottica già prevista dello smantellamento degli Stati sovrani.

Se le criptovalute dovessero diventare valute private sganciate – se non per fini di mercato – dall’economia globale e, piuttosto, mezzo per vincolare i consumi dei singoli brand, che ruolo ricopriranno gli Stati?

Saranno entità ai margini o sapranno rimanere al centro delle decisioni politiche?
Costituiranno uno strato a sé, dedito alla cura dei più deboli, separato dal resto del mondo?
O sapranno fungere da collante tra realtà sempre più disgregate e distinte?

 


Quanto la fabbrica della persuasione – che già ha inciso sulla cultura del credito e soprattutto del debito in occidente – potrà incidere sulle nostre future scelte in materia di consumi?

Quanto formeranno la nostra opinione su concetti come la ricchezza e il lavoro?

Il mio pensiero è un collage di note raccolte con gli amici dei tempi di Economia 5 Stelle con i quali spesso c’è stato confronto su questi temi.
Guglielmo, Vittorio e Luca. Sarà forse stato il feeling con le partite a risiko e le chiacchierate di geopolitica, ma tra noi quattro si è spesso ripreso e fantasticato su questo tema commentando le indiscrezioni della stampa e mettendoci un po’ di malizia.


ATTESE ED ILLUSIONI VERSO L’ECONOMIA 4.0

La cresente quanto, a mio avviso, immotivata aspettativa nel reddito universale o di cittadinanza (che per me resta valido solo in un ragionevole periodo transitorio) sta generando false aspettative che non verranno rispettate dai fatti.

Accogliere l’automazione come una benedizione a prescindere è il vero tranello che ci attende.

Chi sbandiera il reddito universale come un diritto inalienabile dimentica che il reddito serve agli scambi.

Ma se chi produce sta tutto da una parte e chi consuma sta tutto da un’altra, non ha senso pensare a una  moneta comune come mezzo di scambio.

Semplicemente perché lo scambio non avviene.
Ci sarebbe solo il passaggio a senso unico di merci. Ma in cambio di che cosa?

In questo paradigma, cosa se ne farebbe chi produce tutto di una moneta che non può spendere perché ha già tutto ciò che gli serve e soprattutto sarebbe la moneta dei poveri?

Lo capiamo che in un contesto simile tanto varrebbe che la elite dei produttori coniasse una propria moneta da far circolare tra di loro creando di fatto uno Stato a sé stante?

E tutti gli altri?
Come farebbero a restare agganciati se non avessero nulla di necessario ai primi com’è oggi ad esempio il lavoro in cambio del capitale?

Queste persone si pongono dilemmi tipo se sia davvero naturale per l’uomo avere un suo lavoro? E quale lavoro? Può e/o deve il concetto di lavoro essere sotituito con il sostantivo “attività” o pari?


SCENARI FUTURI LEGATI ALLA RICCHEZZA

Il ruolo del capitale quindi, nell’ottica dell’azienda totalmente robotizzata, apre scenari di crisi della cultura occidentale.
Dove andranno e come verranno investiti gli utili delle aziende completamente robotizzate?
In un mondo del genere avrà ancora senso fare utili sul denaro come avviene oggi sui mercati speculativi?

Se utile o capitale si separano dal lavoro – perché questo scompare o si sgancia dalle logiche di profitto – ha senso che l’utile resti agganciato all’economia?

E poi, chi accetterà i nostri soldi?
Riguardo a questa domanda consiglio la lettura di un articolo de il Sole 24 Ore che corrobora la mia previsione che ho fatto un paio di anni fa.

 


 

3-modelli-economici

 


 

Se delegheremo la ricerca delle tecnologie a pochi soggetti privati aspettandoci di riceverne i benefici mentre trascorriamo le giornate in spiaggia significa che non siamo consapevoli di favorire la concentrazione di conoscenza – e quindi ulteriore potere – nelle mani di pochi.

Rischiamo di ritornare indietro di millenni invece che progredire!

 


CHI CONTROLLERÀ LA CONOSCENZA

Le nascenti cripto valute potrebbero diventare monete private delle corporations o di soggetti privati.

Se ciò, come pocanzi paventato, diventasse realtà, queste monete diventerebbero lo strumento per il definitivo supermanto degli Stati sovrani.

Ma chi ne avrà il controllo saranno i pedoni bianchi o i pedoni neri disposti sullo scacchiere internazionale?

Amazon potrebbe diventare una sorta di Stato sovranazionale e transnazionale senza nemmeno il bisogno di avere un proprio esercito. Certo, dato che sarebbe senza confini fisici e forse senza nemmeno una leadership umana, ma con un cervellone elettronico o algoritmico a capo.

E chi saranno i suoi cittadini (o sudditi)? I suoi clienti naturalmente. E senza dover imporre alcuna legge coercitiva. Basta che Amazon sappia sempre fare il prezzo migliore.
Non si tratterebbe dunque un atto di conquista da parte delle mega corporations, bensì della sottomissione volontaria delle folle dei consumatori.

È solo fantascienza o è il seme dell’economia 4.0?


Il tema della redistribuzione viene sempre più visto come risolto con la bacchetta magica del reddito universale senza tener conto della necessaria corrispondenza tra ricchezza e reale contributo al benessere sociale della collettività.
Invece sento più persone immaginarsi su una amaca a sonnecchiare o a leggersi i filosofi antichi senza porsi come nodo all’interno di una rete di scambi produttivi (anche solo idee).

Un ulteriore elemento che diamo per scontato è che i lavori del futuro ci permetteranno di vivere dignitosamente per il semplice fatto che avranno una domanda collegata

I lavori che emergeranno come contro altare nell’economia 4.0 saranno tendenzialmente nella cura dell’anziano, del più debole, nella creatività, nelle attività intellettuali, nella cura dell’ambiente ecc..
Gli studi lo dimostrano.

Ma ciò non significa che diventeranno più profittevoli di oggi e che quindi richiameranno capitale così da redistribuire la ricchezza.

Infatti se ciò non avvenisse ci troveremmo ad avere più economie separate oppure stratificate, ma comunque ognuna senza i necessari legami con le altre tali da dimostrare necessario l’uso della stessa moneta – semplicemente perché non avverrebbero scambi tra questi ipotetici livelli.

In questo io vedo la possibilità che una moneta specifica per questi settori possa essere creata ad hoc.

Potrà essere il reddito universale, una nuova moneta “sociale” nell’era dell’economia 4.0 ed in quelle successive?


Se questa moneta avrà  scopo sociale allora dovrà essere appannaggio dello Stato (oggi) o di quel che lo sostituirà. Perché oggi è lo Stato il soggetto atto a riequilibrare scomensi e squilibri.

Quindi lo Stato dovrà munirsi di strumenti adeguati per rendersi competitivo rispetto al business pro-profitto oppure scomparirà.

L’automatizzazione ci esenterà dal lavoro, ma l’automazione costa a qualcuno in termini di ricerca e sviluppo.

Perché questi qualcuno dovrebbero darla gratis a te che non contribuisci ai loro sforzi ma ne fai un uso che a loro non porta alcun contributo?

Da che è mondo non è mai stato un problema di conoscenza, ma di chi la controlla.

Non dovrebbe lo Stato, fin tanto che esiste pur nelle forme limitate che gli rimangono, occupare una posizione, se non dominante, almeno competitiva nella sfera delle cripto-valute e del credito del futuro.

Dovremmo porci anche dei quesiti su chi debba avere posizioni dominanti nella detenzione della conoscenza e delle future tecnologie.

 

 


Gli articoli collegati tra di loro che tratteggiano il mio pensiero in materia di mutazioni sociali e rapporto uomo/macchina/potere:

 

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